Traslazione dei Resti Mortali di Padre Felice Prinetti da Pisa a Genoni

Traslazione dei Resti Mortali di Padre Felice Prinetti da Pisa a Genoni

 

“Il Servo di Dio Padre Felice Prinetti tornerà in Sardegna”

 

“San Giuseppe nel suo mese ne combina sempre una delle sue”,con q uesta frase il nostro caro Padre Fondatore esprimeva, in tono scherzoso, il suo rapporto con San Giuseppe improntato a grande confidenza e aperto alla imprevedibilità, con cui egli concede le sue grazie. 

Il Padre Prinetti aveva fatto questa esperienza a partire dalla sua vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata, dal momento che il fratello Giacomo, in questa faccenda, aveva impegnato San Giuseppe e ha continuato a sperimentarlo durante tutta la sua vita, per cui non manca, in tutte le  lettere inviate alla Comunità di Genoni, di ricordare alle Suore di affidarsi al Santo Patriarca e di vivere come lui, imitandolo nell’amore e nel servizio a Gesù e a Maria.

Anche noi possiamo dire che quest’anno, nel suo mese, il mese di Marzo, San Giuseppe, proprio il giorno della sua festa, ne combina una delle sue, concedendoci di poter portare i Resti Mortali del nostro Padre Fondatore da Pisa in Sardegna, a Genoni, nella nostra Casa Madre.

Una possibilità davvero straordinaria che il Signore, nella sua benevolenza, sicuramente per intercessione di San Giuseppe e di tutti i nostri Santi Protettori, ha voluto darci, quale ulteriore incoraggiamento a vivere il nostro carisma come lo Spirito Santo lo ha suscitato, rinnovandoci nella fiducia, nella sua bontà e nel suo amore.

Una grazia inattesa, per questo riconducibile a San Giuseppe e alle sue geniali combinazioni, perché ci è giunta attraverso passaggi fuori programma e con opportunità insperate.

San Giuseppe ne combina delle sue e questa combinazione l’ha fatta mettendo insieme una serie di circostanze riuscendo nella sua combinazione, adesso spetta a noi renderla vincente e lo sarà se, tornando alla genuinità delle nostre origini, ci dissetiamo all’acqua viva del nostro carisma e lo incarniamo nella nostra vita.

Stiamo realizzando un sogno accarezzato dalla mente e dal cuore del nostro amato Fondatore dal giorno in cui, chiuso il suo servizio, come Segretario dell’Arcivescovo nella Arcidiocesi di Cagliari, in obbedienza ai suoi superiori, è rientrato nella penisola, e dal quel momento ha vissuto la sofferenza della lontananza, espressa con accenti accorati soprattutto nella corrispondenza con Madre Eugenia e la Comunità. Una frase ricorrente è questa: “Il mio cuore è sempre in mezzo a voi”.

Si era allontanato fisicamente ma il suo cuore era rimasto a Genoni, per la condivisione a distanza, di tutto quello che le suore vivevano di bene e di male, con il sostegno costante della sua parola che le aiutasse ad entrare nel mistero pasquale di Cristo per viverlo in tutte le sue dimensioni, compresa la croce, come segno di predilezione del crocifisso quale via al cielo.

La nostalgia della Comunità di Genoni in lui è costante e la esprime con accenti di gioia quando si presenta l’occasione di poter tornare e scrive: “Aspetto con pazienza, di poter venire, come spero, ai primi di maggio” (Lett. Pag. 144); “Spero di essere presto con voi, vogliatevi bene” (Lett. Pag 46); “Brucio dal desiderio di vedervi, visitare insieme con voi Gesù, cantar le lodi alla Madonna e a San Giuseppe, guarirvi e lasciarvi allegre e contente” (Lett. pag. 31).

Penso che anche il rientro definitivo dei suoi Resti Mortali nell’amata Comunità di Genoni, sia per Lui motivo di allegrezza piena perché risponde a un suo desiderio coltivato per tutta la vita, mantenuto nell’eternità, ma con la certezza che quel giorno sarebbe arrivato, esattamente il 19 marzo.

Il ritorno definitivo dei suoi Resti  Mortali a Genoni chiude il tempo storico della lontananza del Fondatore.

La nostra Casa Madre è il luogo dove lui ha vissuto tutte le volte che è rientrato in Sardegna; le strade di Genoni sono quelle che Lui ha percorso per incontrare la gente, per portare aiuto e conforto alle famiglie, per accarezzare i bambini che gli correvano incontro a frotte, attratti dal fascino della sua persona straordinariamente alta, rispetto a noi sardi, incantati dalla bellezza e dolcezza di quel volto, reso luminoso dall’azzurro degli occhi, dal colore chiaro della pelle e dei capelli.

Un personaggio straordinario amato da tutti, soprattutto dai poveri ai quali garantiva aiuto e lavoro. Per questo l’arrivo di Don Prinetti, come veniva chiamato con accento dialettale, era una festa.

Per questo, a Genoni tutto parla di lui: le pietre, i muri, la campagna. Dalla prima volta che il Padre Prinetti è giunto a Genoni, il paese e l’Istituto delle Figlie di San Giuseppe hanno vissuto una sorta di simbiosi, di sviluppo reciproco: Genoni ha usufruito della presenza dell’Istituto per uscire da una povertà estrema e avere lavoro e dignità, l’Istituto ha trovato a Genoni la necessaria solidità economica che gli hanno consentito di crescere e di espandersi oltre quel piccolo paese.

Sì, un piccolo paese, uno sconosciuto villaggio della Marmilla, senza personaggi o fatti straordinari, invisibile anche nelle carte geografiche, dai tratti simili a quelli del villaggio di Nazareth da dove, come aveva affermato qualcuno, non poteva venire nulla di buono.

Ma è proprio vero che i pensieri del Signore non sono i nostri pensieri, che le sue vie non sono le nostre vie, che egli ha scelto ciò che nel mondo è piccolo e debole per confondere i forti, per questo anche Genoni è stato scelto da Dio come culla per il nostro nascente Istituto. Oggi Genoni è il luogo della nostra memoria storica, perché luogo della salvezza della nostra famiglia religiosa in quanto l’Istituto ha trovato a Genoni casa e rifugio. Qui dobbiamo tornare per rinnovare il ricordo dei fatti straordinari che il Signore ha compiuto per noi, per alimentarci alla freschezza sorgiva del nostro carisma che ha avuto a Genoni, grazie alla presenza del Fondatore, conferma e garanzia di santità.

Genoni è la nostra Terra Santa, calpestata dal Padre Prinetti, da Madre Eugenia da tutte le nostre prime Sorelle che lì hanno amato e servito il Signore nelle sorelle della Comunità e nei fratelli, il luogo dove il Signore, come Istituto ci ha chiamato alla vita e ci ha inviato nel mondo a portare la lieta notizia del Vangelo.

Il ritorno a Genoni, diventa per ogni Figlia di San Giuseppe un pellegrinaggio nel luogo della memoria storica e spirituale, per un rinnovamento interiore che ci renda ogni giorno di più vere Figlie di San Giuseppe.

La nostra perciò sarà una festa di famiglia, da vivere interiormente, una festa del cuore, fatta di riconoscenza al Signore e di santa allegrezza, mista a stupore per le sorprese di Dio che, oggi, ci concede di vivere questo importante momento storico per tutto l’Istituto.

L’accoglienza che faremo di Lui a Genoni il 19 marzo, solennità di San Giuseppe, avrà il suo momento centrale nella solenne Celebrazione Eucaristica , presieduta da Sua Eccellenza Mons. Ignazio Sanna Arcivescovo di Oristano, alle ore 16.00 nella parrocchia di Genoni.

La Chiesa chiede che la cerimonia avvenga in forma privata e familiare invitiamo perciò, ad essere presenti, tutti coloro che, per motivi diversi ,hanno un legame di appartenenza , di amicizia e di stima con l’Istituto e per questo si sentono parte della nostra grande e bella famiglia che accoglie nella gioia il rientro del Padre.

Madre Maria Luciana Zaru, Superiora Generale

cappella casa madre
Genoni. La cappella della Casa Madre che accoglierà i resti mortali del nostro Fondatore.
prinetti
Pisa. La cappella della comunità che fino ad oggi ha accolto le spoglie mortali di Padre F. Prinetti.
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