Pasqua 2021

Pasqua 2021

Gesù Risorto è la certezza della nostra speranza e la pienezza della nostra vita.

Buon 2021

Buon 2021

Con le Madri Consigliere, sr M. Benedetta, Madre M. Daniela e le Sorelle della Casa Generalizia auguro di cuore BUON ANNO 2021, facendo nostro il pensiero del nostro carissimo Padre Fondatore: 

“Pregheremo di cuore perché il Signore dia luce e fortezza per far fronte agli eventi, ma poiché in ogni cosa non si farà che quanto il Signore ha disposto, non dubitiamo che tutto sarà per nostro bene e sua maggior gloria” ( pens. N. 181) 

Un caro abbraccio a tutte.

Anniversario 20 Settembre

Anniversario 20 Settembre

Annivesario della nascita della congregazione 132 anni

20 Settembre 2020 . Incontro a Genoni, Casa Madre . Insieme nel ringraziamento al Signore per il dono dell Istituto, della 1 lettera del Padre Fondatore alla Comunità di Genoni e per l Anno Prinettiano. Buona festa a tutte.

Madre M.Luciana 

10 Maggio

10 Maggio

Oggi,10 Maggio, Festa della Mamma.
Auguri alla Madonna, Madre di Gesù e madre nostra.
Auguri a tutte e nostre Mamma che ci hanno generato alla vita quelle che sono in terra e quelle che sono in cielo.
Auguri a ciascuna di noi, chiamata ad essere madre di ogni figlio che il Signore ci affida. Buona Festa con un caro saluto.

Una Madre come Dono

Una Madre come Dono

Presentazione del libro “Una madre come dono”

Prima di delineare, con una breve sintesi, la figura di Madre Eugenia Montixi, come emerge da questo libro, voglio esprimere un ringraziamento all’autore, che ci accompagna e ci assiste dal paradiso: Dottor Giovanni Maria Cossu, che ha voluto regalare all’istituto, con quest’opera, uno scrigno contenete la perla preziosa del Vangelo, incarnato nella vita di una donna, che ha  venduto tutto per possederla.

Il titolo dell’opera: una madre come dono, è per noi, Figlie di San Giuseppe, fortemente eloquente, perché in queste  due semplici parole, viene racchiuso il senso della vita della nostra prima superiora generale e quello della vita di ciascuna di noi, di oggi e del futuro.

 Il termine madre indica la vocazione alla maternità inscritta nella nostra natura femminile, sublimata e arricchita dalla consacrazione religiosa che si attua nel vivere le beatitudini evangeliche  il cui perfetto modello è Maria Di Nazareth. Una maternità che  per ogni madre implica la capacità di generare, far crescere  figli,  con il dono della propria vita.

La maternità di Madre Eugenia è un dono dello Spirito Santo all’Istituto e alla Chiesa, non solo perché ha garantito la sussistenza e la crescita dell’Istituto, quando il Padre Fondatore è stato richiamato in penisola dai suoi superiori , ma perche si pone come modello di vita, incarnazione del vangelo, tanto che il Padre Fondatore la definì: la regola vivente.

Un aspetto che mi piace evidenzia in quest’opera è la metafora della viola mammola usata dall’autore per esprimere, i tratti della personalità umana e spirituale di Eugenia Montixi: l’ umiltà, la silenziosa laboriosità, il suo donarsi nella carità attenta e discreta, profumata di gratuità e amore.

La fragranza della spiritualità di Madre Eugenia, come il profumo della viola mammola che si mimetizza nel verde del prato a primavera. deriva dalla profondità e intensità del suo rapporto con il Signore. Non aveva mai ufficialmente fatto i voti religiosi di povertà castità e obbedienza, ma li aveva vissuti, secondo le indicazione del suo padre spirituale, il Venerabile Padre Feice Prinetti, che aveva chiesto a lei e alle altre sorelle che avevano formato la prima comunità di Figlie di san Giuseppe, di vivere i voti per puro amore di Gesù Cristo. L’amore esclusivo a Cristo è il movente, il senso e lo scopo della vita di Eugenia Montixi.

L’appartenenza a Cristo, come unica e insostituibile ricchezza,  le permette di avere tutto senza possedere niente, nella linea della povertà evangelica che stabilisce il giusto rapporto tra l’uomo e i beni della terra , dati da Dio, perché l’uomo se ne serva per i suoi bisogni, riconoscendo la gratuità di colui dal quale i beni  provengono e usandoli per la sua gloria e la sua gioia, nell’equità e nella condivisione aperta a tutti.

Per questo Madre Eugenia è una donna di carità, con una spiccata sensibilità per i poveri, soprattutto i servi dell’azienda ai quali riservava la parte migliore di quello che si produceva in casa: pane, formaggio, marmellate, grano e vino.

Guidata e sostenuta dal Padre Prinetti che spesso ricordava alla Comunità di fare abbondante elemosina, che lui stesso praticava largamente, ogni volta che tornava a Genoni,  Madre Eugenia aveva trovato in lui un modello che imitava volentieri, tanto che nel ricordo di chi l’ha conosciuta, è rimasta l’immagine di una donna che dava generosamente ai poveri, per questo la maggior parte la della gente la chiamava, oltre che madre, nonna e madrina.

Da quest’opera si deduce che era una donna di obbedienza che come Maria ripeteva il suo “eccomi” a Dio come espressione della sua libera adesione, perché in lei e nella comunità si compisse la volontà di Dio. Un’obbedienza che faceva passare attraverso le mediazioni umane rappresentate dalle leggi della Chiesa, dalle regole stabilite dal Fondatore dell’Istituto, accolte con amorosa adesione agli eventi lieti e tristi che hanno caratterizzato la sua storia, e nella ordinarietà dei giorni, scanditi dalla preghiera, dal lavoro e dalla dedizione al prossimo.

Una donna di comunione, radicata nella relazione interiore con Dio e concretizzata nella vita fraterna. Come per le viole mammole, il profumo non viene percepito se promana da una sola viola, ma si avverte forte e intenso quando i fiori sono tanti, così è per la comunione comunitaria, è tanto più incisiva quanto più la comunione include tutti.  Anche in madre Eugenia la pazienza, la tolleranza, la stima delle sorelle la rendevano una persona armonizzata ,  capace di far nascere, costruire, alimentare ogni giorno sentimenti di serena fraternità, di creare nella Comunità una tale atmosfera  che, come dice il Padre Prinetti, avrebbe fatto risuscitare un moribondo.

Il segreto dell’armonia interiore in Madre Eugenia era la docilità allo Spirito Santo che si esprimeva nell’accompagnamento spirituale che riceveva dal suo direttore, il Padre Felice Prinetti che trovò in lei un’argilla docile a farsi plasmare, perche nella sua persona, progressivamente si imprimessero i tratti del suo Divin Maestro e riuscire ad amare con i suoi stessi sentimenti, imparando ad essere, come lui, mite ed umile di cuore.

Questo percorso di progressiva identificazione in Cristo, per Madre Eugenia, passa attraverso lo sviluppo e la pratica delle virtù teologali: fede , speranza e carità; delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, unite alla spiritualità della santa Famiglia di Nazareth, in particolare di San Giuseppe, padre e protettore dell’istituto.

Un’altra componente che accompagna tutta la sua esistenza è quella della Croce, accolta come via al cielo, come condizione di resurrezione e di vita piena. Una Croce che non deve mancare alle Figlie di San Giuseppe come segno di certezza  che si cammina nelle vie di Dio, alla sequela di Gesù Maestro e come segno di predilezione che associa al sacrificio di Cristo. Una croce legata alle scelte del dono d’amore per gli altri, alla disponibilità a pagare il prezzo della fatica, della pazienza, della rinuncia per i fratelli, come contributo all’amore, che solo può  realizzare pienamente la vita.

Voglio chiudere questa breve presentazione con l’augurio che Mons. Giovanni Maria Cossu, autore dell’opera ha fatto a tutte le Figlie di san Giuseppe:

“Oso sperare che questa piccola fatica valga a rendere più viva la memoria di Madre Eugenia, più stretti i vincoli della comunione fraterna della Famiglia Giuseppina, ammirata dalla virtù della sua prima Madre. Soprattutto voglio sperare che questa umile rievocazione di Madre Eugenia, in virtù della grazia di Dio, accenda nel cuore delle Figlie di san Giuseppe, il fervido desiderio di imitarla nel primario impegno di lei che fu quello di rispondere e corrispondere con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze all’amore paterno e sponsale di Dio Padre e figlio e Spirito santo, in spirituale obbedienza al desiderio di lei”

          Madre Maria Luciana Zaru

              Superiora Generale

19/03/2019 Festa di S.Giuseppe

19/03/2019 Festa di S.Giuseppe

Quest’anno, più che mai, la  solennità di San Giuseppe riempie la mente di immagini e il cuore di gratitudine: le immagini dell’arrivo a Genoni , il 19 marzo dell’anno scorso, delle Spoglie Mortali del nostro Venerabile Padre Prinetti: la cornice gioiosa e colorata del paese vestito a festa , la folla degli amici dell’Istituto che hanno riempito le strade , la chiesa, la casa madre. Il ricordo della forte emozione  che tutte abbiamo vissuto e che ha  aperto il cuore alla gioiosa riconoscenza al Signore .

Avremo voluto festeggiare questo primo anniversario a Genoni, con una bella festa. Non è possibile, ma non per questo, rinunciamo alla festa, che viviamo comunitariamente, con le modalità di preghiera permesse, ma con profonda gratitudine ed una preghiera particolare a San Giuseppe e al venerabile Padre Felice Prinetti,  perché il Signore liberi  il mondo da ogni male.

A Casa generalizia abbiamo avuto la gioia della rinnovazione dei Santi Voti di Sr Adelia, Sr Alana e Sr Elloisa un evento che ha dato alla festa  una forte dimensione interiore, nella percezione che qualcosa di nuovo nasce sempre, che la bellezza della figlia del re è tutta interiore, in una prospettiva di grazia e di dono, presente nella gioiosa giovinezza delle Sorelle, che, con il rinnovato impegno con Dio , nell’Istituto, si  pongono come  chiaro segno di promessa e di speranza  futura.

 A  Sr Adelia, Sr Alana , e Sr Eloisa gli auguri di tutto l’Istituto, perche l’appartenenza al Signore le riempia ogni giorno di più,  del suo amore. Buona festa a tutte in unione di preghiere.


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